Un’opera di riflessione libera e personale che accompagna il lettore in un percorso attraverso le grandi domande dell’essere umano. L’autore parte dalla propria esperienza di vita – dall’adolescenza segnata dal dubbio religioso e politico fino alla maturità – per interrogarsi su ciò che significa esistere, conoscere, desiderare, soffrire e cambiare.
Il libro si sviluppa come un flusso di pensieri che tocca temi universali: la nascita e il distacco dal grembo materno, il bisogno di sicurezza, il tempo e la sua percezione, il continuo mutamento dell’identità, il rapporto tra individuo e collettività, il potere, la fede, la scienza, il mistero dell’universo. Accanto a questi si intrecciano riflessioni sulla sessualità, sull’amore, sull’arte, sulla comunicazione di massa, sulla violenza, sulla sofferenza quotidiana e sulla capacità umana di resistere anche nelle condizioni più estreme.
Attraverso esempi concreti, episodi autobiografici, osservazioni sociali e incursioni nella filosofia e nella psicanalisi, l’autore costruisce un mosaico di interrogativi più che di risposte. Il tono è diretto, sincero, a tratti provocatorio, sempre animato dal desiderio di comprendere la complessità dell’essere umano senza rifugiarsi in dogmi o verità precostituite.
Ne emerge un testo che è insieme diario interiore e saggio intuitivo, un viaggio nella mente e nella condizione umana, dove il vero protagonista non è l’autore ma la domanda che accompagna ogni lettore: chi siamo davvero?
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Silvio Comparin è nato a Basedo, in Friuli Venezia Giulia, dove risiede. Da sempre coltiva la scrittura come forma di riflessione e indagine sull’esperienza umana, intrecciando osservazione quotidiana e pensiero esistenziale. Ha già pubblicato con Epigraphia A proposito di sesso, confermando un percorso autoriale orientato all’esplorazione dei grandi temi della vita e dell’identità.






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